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Il calendario di Frate Indovino nell'edizione del 2026 Il calendario di Frate Indovino nell'edizione del 2026

Frate Indovino: ottant’anni di parole semplici che attraversano il tempo

Nel 2026 il noto calendario celebra un doppio anniversario: 8 decadi dalla nascita dell'almanacco e 800 anni dalla morte di San Francesco. L'intervista dei media vaticani al direttore della pubblicazione Paolo Friso

Mara Miceli - Città del Vaticano

C’è un oggetto che, da ottant’anni, entra nelle case degli italiani con passo lieve, senza fare rumore, portando con sé una parola buona, un consiglio discreto, un gesto quotidiano di fiducia nel tempo che viene. È il calendario di Frate Indovino, protagonista di una storia editoriale unica nel suo genere, che continua a parlare al cuore delle persone attraversando generazioni, mode e linguaggi. Ne abbiamo parlato con Paolo Friso, direttore delle edizioni del calendario Frate Indovino, in un momento particolarmente significativo. L’edizione 2026 celebra infatti un doppio anniversario straordinario: gli 80 anni dalla nascita del calendario e gli 800 anni dal transito di San Francesco.

Ascolta l'intervista a Paolo Friso

Un calendario nato dalle ferite della guerra

Il primo calendario di Frate Indovino nasce nel 1946, in un’Italia ancora profondamente segnata dalla guerra. Non era soltanto uno strumento per segnare i giorni: intercettava un bisogno profondo di ricostruzione morale, di speranza, di legami. "All’inizio – racconta Friso – serviva a tenere collegati i benefattori che sostenevano i frati cappuccini nelle missioni, in particolare quelle in Amazzonia. Era allegato a una piccola rivista, La Voce Serafica. Erano appena duemila copie. Nessuno avrebbe potuto immaginare quello che sarebbe accaduto dopo". Da allora, il calendario è diventato un compagno quotidiano per milioni di famiglie, senza mai perdere la sua cifra più autentica: la semplicità.

La forza della semplicità, oggi più che mai

La formula di Frate Indovino è rimasta sorprendentemente fedele a se stessa: colori pastello, testi brevi, parole semplici, rubriche riconoscibili. Un linguaggio accessibile, umile, mai sopra le righe. Proprio come insegnava San Francesco. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’eccesso di informazioni, questa lentezza quotidiana diventa quasi un gesto controcorrente. "I media sono cambiati moltissimo – osserva Friso – ma non è cambiata la nostra formula. Anche se oggi siamo presenti sui social, con una comunità molto ampia, il calendario continua a offrire suggerimenti semplici, rituali quotidiani che aiutano a stare nel tempo". Non a caso, accanto al calendario, uno dei grandi successi editoriali resta L’Orticello di casa, un vero long seller che da decenni accompagna generazioni di lettori, testimoniando un legame profondo con la terra, i cicli naturali, la cura.

Lo spot dell'edizione 2026 diretto da Giacomo Campiotti

Nel 2026 San Francesco, la pace, il nostro tempo

L’edizione 2026 è interamente dedicata a San Francesco, in occasione del centenario francescano più significativo. Un’edizione speciale che si arricchisce anche di contributi autorevoli, pensati per “ispessire” il messaggio senza snaturarne la chiarezza. Tra le firme: il cardinale Pierbattista Pizzaballa, con una riflessione sulla pace, il poeta Davide Rondoni, il filosofo Marco Guzzi. Scritti accessibili a tutti, capaci di dialogare con il presente e di rilanciare valori universali che superano ogni appartenenza.

Dal calendario allo schermo

Per la prima volta, Frate Indovino approda anche in televisione, con una clip d’autore firmata da Giacomo Campiotti. Un passaggio delicato, quasi rischioso: come tradurre in immagini un oggetto così intimo, legato alla memoria domestica? "È stato un dono, racconta Friso, Giacomo e gli attori hanno lavorato pro bono, con grande generosità. Ha saputo raccontare la vita di famiglia, il focolare domestico, la visita dei frati che consegnano il calendario casa per casa. Ha colto il sapore del focolare, la semplicità, i colori, l’anima stessa del calendario". Un racconto visivo che restituisce l’esperienza affettiva di Frate Indovino, più che il prodotto in sé.

Il dietro le quinte del nuovo spot del Calendario di Frate Indovino

Un calendario per tutti, oltre le appartenenze

Una delle caratteristiche più sorprendenti di Frate Indovino è la sua capacità di parlare a tutti, credenti e non. "Non è mai stato un calendario confessionale, chiarisce Friso. È religioso in senso ampio, perché ha a cuore la trascendenza, la dimensione dello spirito. Ma i valori di cui parla non hanno confini". Come Francesco che dialoga con il sultano, il calendario supera le barriere e tocca i cuori. Non a caso, i cappuccini sono da sempre percepiti come “frati del popolo”: una vicinanza che si riflette anche nell’affetto diffuso verso il calendario.

Il tempo e le fragilità: una missione concreta

Frate Indovino non accompagna solo il tempo, ma anche le fragilità. Carceri, ospedali, edizioni in Braille, interventi sociali sostenuti dalla Fondazione Assisi Missio: l’attività editoriale è inseparabile da quella missionaria. "Tutto ciò che nasce dal rapporto con i lettori , spiega Friso, si trasforma in sostegno concreto alle missioni dei cappuccini nel mondo. Amazzonia, Kenya, opere sociali e religiose: è un legame vivo con le famiglie italiane che ci sostengono". Due polmoni, una sola missione: parole che nutrono lo spirito e gesti che si fanno carne. In un mondo che corre, Frate Indovino continua a camminare. Con passo lento, con voce gentile, ricordandoci che il tempo non va solo misurato, ma abitato.

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01 gennaio 2026, 09:00