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Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, firma il documento Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, firma il documento

A Bari la "via italiana del dialogo", le Chiese firmano il primo Patto ecumenico

Il documento, diviso in sei articoli, promuove dialogo, collaborazione, testimonianza pubblica e impegno per giustizia, pace, dignità della persona, libertà religiosa e custodia del creato. Tra i firmatari, nella cattedrale di Bari, l’arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, cardinale Matteo Maria Zuppi

Vatican News

Dialogo, collaborazione, testimonianza pubblica e impegno per giustizia, pace, dignità della persona, libertà religiosa e custodia del creato. Sono gli importanti contenuti del primo Patto tra le Chiese cristiane in Italia, un documento diviso in sei articoli siglato ieri, nella cattedrale di Bari, dall’arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Matteo Maria Zuppi, per la Chiesa cattolica, dal metropolita Polykarpos per la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia (Patriarcato ecumenico di Costantinopoli), dal metropolita Siluan per la diocesi ortodossa romena, da Daniele Garrone, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. E poi dai responsabili della Chiesa evangelica luterana in Italia, Carsten Gerdes, della Chiesa ortodossa bulgara, Ivan Ivanov, della Chiesa evangelica valdese, Alessandra Trotta, dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia, Alessandro Spanu, dal delegato per l’amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia, Ambrogio Matsegora.

Un evento dalla portata storica

La firma è avvenuta in occasione del primo Simposio delle Chiese cristiane, evento che segna una tappa storica per la “via italiana del dialogo” ecumenico. Un importante momento definito dagli stessi firmatari "di  portata storica per la nostra realtà italiana, poiché è il primo accordo di questo tipo firmato a livello nazionale", la cui importanza "risiede anzitutto nel fatto che esso non nasce da un semplice atto formale o istituzionale, ma da un lungo e proficuo cammino vissuto insieme segnato dall’incontro, dal dialogo e dalla maturazione reciproca, a livello nazionale che locale".

Il testo del Patto ecumenico
Il testo del Patto ecumenico

Comunione piena

Il cardinale Zuppi, nel suo indirizzo di saluto, aveva ricordato che  "trovare insieme la via è stata colta come una promessa importante per tutte le Chiese, una chiamata, una conversione! Non un galateo, pure importante da condominio, ma comunione piena, perché questa, solo questa è per noi unità". È in gioco, aveva quindi aggiunto, "la coesione sociale e la pace. Un serio cammino ecumenico può diventare fermento di dialogo, di incontro, di unità". Le Chiese firmatarie, dunque, si presentano insieme come "soggetti responsabili nella società italiana, impegnate per il bene comune, la giustizia, la pace, la dignità della persona, la custodia del creato e la libertà religiosa". In un contesto secolarizzato e pluralista, il patto rende "visibile una testimonianza cristiana credibile, capace di dialogare con lo Stato e con la società nel rispetto della laicità". 

I partecipanti al Simposio
I partecipanti al Simposio

Sfide e rischi

Le Chiese parlano della sfida della testimonianza pubblica comune, indicando che "parlare e agire insieme nella società italiana, su temi sensibili come la pace, le migrazioni, le discriminazioni religiose o il rapporto tra religione e politica, espone le Chiese a critiche e incomprensioni". Tuttavia, "rinunciare a questa dimensione significherebbe tradire la vocazione cristiana". Di qui, l’impegno a "collaborare per riuscire ad annunciare nel modo migliore il Vangelo nella società secolarizzata e post-secolare; ad assumere una presenza pubblica della Chiesa rispettosa della laicità e in dialogo con la società; a promuovere la libertà e la pari dignità di ogni confessione cristiana e religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel contesto italiano; al rispetto della libertà di coscienza di ogni persona e a perseguire la libertà religiosa per ogni persona".  Infine, i firmatari si dicono pronti a mantenere un dialogo costante e fraterno, attraverso incontri periodici di preghiera, di discernimento e di collaborazione concreta. "Ogni Chiesa — si legge nel Patto — si farà promotrice, al proprio interno, di iniziative che favoriscano la conoscenza e la stima reciproca tra i fedeli delle diverse confessioni cristiane. Ci impegniamo, pertanto, a chiedere a tutte le nostre comunità presenti nel territorio di stilare ogni anno un preciso programma di lavoro".

 

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24 gennaio 2026, 12:09