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2026.01.05 Padre Giannalia

Epifania, Lorefice celebra allo Zen. Il parroco: "Avanti con coraggio"

Dopo gli spari intimidatori contro la chiesa di San Filippo Neri a Palermo la gratitudine di padre Giovanni Giannalia per la vicinanza dimostrata dall'arcivescovo Corrado Lorefice, che domani nel giorno dell'Epifania del Signore, presiederà la celebrazione eucaristica nella parrocchia colpita

Francesco Ricupero - Città del Vaticano

Con una messa nel giorno dell’Epifania del Signore, l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, vuole esprimere la sua vicinanza, e quella della Chiesa, a padre Gianni Giannalia, parroco della chiesa di San Filippo Neri, nel quartiere Zen, e all'intera comunità ecclesiale. Un segnale di empatia dopo l'intimidazione avvenuta a colpi d'arma da fuoco esplosi lo scorso mercoledì notte contro la parrocchia.

Andare avanti con forza e coraggio

"La decisione dell’arcivescovo Lorefice di celebrare messa, il giorno dell’Epifania, nella nostra chiesa — spiega ai media vaticani, padre Giannalia, missionario del Verbo Incarnato — mi riempie di gioia e mi infonde coraggio. Quello che è successo nei giorni scorsi ci porta ad essere più coesi e concordi ad andare avanti con maggior convinzione. Non facciamo cose eccezionali, ma certamente la nostra opera pastorale dà fastidio a chi vede in noi un ostacolo da superare ad ogni costo".  La notte di San Silvestro e qualche giorno prima, ignoti hanno sparato colpi di arma da fuoco contro la porta del teatro della parrocchia: un chiaro segnale di intimidazione. "Purtroppo, siamo in un quartiere veramente difficile, dove vivono giovani alla deriva; spesso tracotanti e sprezzanti delle istituzioni", ricorda il sacerdote. 

Povertà educativa e disoccupazione

Lo Zen, acronimo di Zona espansione nord, nasce negli anni Sessanta come risposta all’emergenza abitativa, ma nel tempo è diventato simbolo delle contraddizioni urbane della città. Grandi palazzoni, spazi comuni incompiuti e servizi carenti hanno favorito isolamento sociale e degrado. Qui lo Stato è spesso percepito come distante, mentre la povertà educativa e la disoccupazione restano problemi strutturali. I pericoli per la comunità non sono solo legati alla microcriminalità o allo spaccio, che trovano terreno fertile nella mancanza di alternative, ma anche a una quotidianità segnata da scuole in difficoltà, scarsi collegamenti e assenza di luoghi di aggregazione sicuri. Ma lo Zen non è solo cronaca nera. Associazioni, insegnanti e cittadini portano avanti esperienze di riscatto e solidarietà. "La nostra parrocchia molto spesso è crocevia di incontri e dibattiti e punto di riferimento di molte associazioni e questo — afferma il parroco — dà sicuramente fastidio. Il quartiere ha bisogno di un riscatto e delle attenzioni delle istituzioni con una presenza istituzionale costante. Qui le famiglie non chiedono pietà,  ma il riconoscimento dei diritti".

Il contributo della Chiesa palermitana

Anche l’arcivescovo Lorefice ha sottolineato la necessità di una politica urbanistica lungimirante e di una rinnovata progettualità educativa e di cura delle persone, per permettere ai semi di speranza già piantati nello Zen di portare frutti concreti di rigenerazione. Il presule  ha ribadito che la Chiesa palermitana continuerà a offrire il proprio contributo "con creativo coraggio", senza arretrare di fronte alla violenza. Dello stesso avviso anche il parroco di San Filippo Neri che continua a dirsi "tranquillo. È una partita da giocare abbastanza difficile qui allo Zen con una comunità stanca di subire angherie e sopraffazioni. Nella nostra parrocchia, io insieme a due sacerdoti e alle suore di Maria Bambina ce la mettiamo tutta per far sì che le famiglie sane non vengano messe in pericolo da giovani sbandati o bande criminali. Giovani che da piccoli hanno anche frequentato  l’oratorio e adesso delinquono. Nella nostra parrocchia — aggiunge padre Gianni — sono numerose le attività pastorali portate avanti con impegno e determinazione: dal doposcuola al catechismo, dal calcio al teatro. Tante iniziative volte a rendere viva la comunità e a distogliere i ragazzi dai pericoli della strada e dal guadagno facile". E sì, perché allo Zen il rischio maggiore è la normalizzazione dell’esclusione, soprattutto per i più giovani, esposti all’abbandono scolastico e al reclutamento da parte della criminalità organizzata. Domani, prima della celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Lorefice,  si svolgerà  un sit-in organizzato dalla gente del quartiere Zen; mentre mercoledì si terrà il comitato provinciale per l’ordine pubblico presieduto dal prefetto Massimo Mariani.

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05 gennaio 2026, 12:45