A Bastia Umbra una casa per giovani adulti con disturbi dello spettro autistico
Vatican News
Va avanti il Progetto “Dopodinoi” della Fondazione Santa Rita da Cascia volto ad assicurare l’inclusione delle persone con disturbi dello spettro autistico. Dopo la prima raccolta fondi lanciata in occasione della Festa di Santa Rita per rispondere alla richiesta di aiuto di ANGSA Umbria, Associazione Nazionale Genitori di Persone con Autismo, sono iniziati a Bastia Umbra i lavori per dar vita ad un modello di cohousing supportato da tecnologie assistive le quali permetteranno alle persone coinvolte di vivere in comunità e di condividere spazi e risorse personalizzati, con il supporto di operatori professionali, mantenendo la propria autonomia in un ambiente inclusivo e solidale. Un villino con giardino, in una zona tranquilla ma ben servita, è in fase di ristrutturazione per essere reso “a misura di persone con autismo” e dotato di soluzioni avanzate e la Fondazione Santa Rita da Cascia, che sostiene le opere caritative delle monache agostiniane della cittadina dell’Umbria, ha già offerto oltre 200mila euro: 90mila stanziati a dicembre 2024 per contribuire all’acquisto dell’immobile e 116mila nell’ottobre scorso per una prima copertura dei lavori.
La campagna di Natale “Quello che ci lega”
L’iniziativa nata, con la consulenza del Politecnico di Torino, vuole colmare il divario significativo tra i bisogni dei giovani adulti con disturbi dello spettro autistico e i servizi attualmente disponibili sul territorio nazionale. Ora la campagna di Natale “Quello che ci lega”, iniziata il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, intende promuovere una nuova raccolta fondi destinata a tutti i progetti per i fragili in Italia e nel mondo, con un focus sulla disabilità intellettiva e sul Dopodinoi. Il dono pensato per chi sosterrà la campagna, con un contributo minimo di 18 euro, è un’Agenda 2026 settimanale, di 112 pagine, ricca di storie e informazioni ispirate ogni mese a un valore cristiano su cui riflettere per poi condividere i propri pensieri, scrivendo alla Fondazione Santa Rita da Cascia.
La casa di Bastia Umbra
A Bastia Umbra saranno cinque i primi giovani adulti autistici che sperimenteranno una nuova vita e a loro è stata data la possibilità di scegliere come arredare le proprie camere, nell’ambito di una "coprogettazione mediata". Sono stati effettuati importanti interventi di consolidamento strutturale attraverso opere di demolizione e ricostruzione per rafforzare l'edificio e garantirne la stabilità. Al piano terra sono stati realizzati nuovi solai nella zona destinata al locale della governante domestica, per una migliore organizzazione degli spazi e per supportare le attività di autonomia quotidiana dei ragazzi. Particolare attenzione è stata dedicata al comfort abitativo. Gli intonaci sono stati rifatti e le superfici risanate per garantire migliore efficienza termica e acustica, un aspetto fondamentale considerando che la sensibilità uditiva nell'autismo richiede ambienti particolarmente curati. In copertura è stato installato un impianto fotovoltaico per ridurre i consumi energetici e i costi di gestione, rendendo la casa sostenibile anche dal punto di vista dell'impatto ambientale. All'esterno, poi, sono stati completati gli interventi di sicurezza, comprese le recinzioni e le finiture di rasatura dei vecchi intonaci. Nei prossimi mesi si provvederà agli impianti idrico e sanitario, per garantire il corretto funzionamento dei servizi e il comfort degli ambienti, e a quello elettrico per rendere gli spazi pienamente operativi, efficienti e sicuri e si procederà alle rifiniture interne ed esterne. Con la recinzione e la sistemazione del verde si creerà un contesto piacevole, curato e accessibile, ideale per attività ludiche e ricreative all'aperto e infine, l’impianto di videosorveglianza e i dispositivi di sicurezza garantiranno tranquillità e protezione agli inquilini e alle loro famiglie.
L’autismo e la legislazione italiana
L’autismo riguarda circa un bambino su 77 tra i 7 e 9 anni. Sulla popolazione generale italiana, gli autistici sono circa sull'1% (una persona su 100): ciò significa circa 600mila persone e 600mila famiglie coinvolte, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Autismo (OssNA). La legge 112/2016, nota come “Dopo di noi”, prevede misure e fondi per favorire l’autonomia delle persone con disabilità grave, quando i genitori non possono più occuparsene. Tuttavia, la sua applicazione resta spesso disomogenea: dopo i 18 anni, molti giovani adulti con disabilità “scompaiono” dai radar istituzionali, abbandonati a sé stessi e alle loro famiglie. Per queste persone, in occasione del G7 Inclusione e Disabilità svoltosi dal 14 al 16 novembre dello scorso anno in Umbria, è stata firmata la Carta di Solfagnano, un documento che definisce principi e impegni comuni per promuovere i diritti, l’inclusione e la piena partecipazione delle persone con disabilità, oggi un importante quadro di riferimento internazionale e valoriale, che ribadisce il diritto a una vita autonoma, dignitosa e di qualità, incoraggiando la costruzione di società più eque e accessibili, basata su residenzialità personalizzata, inclusione sociale e partecipazione attiva, valorizzando la co-progettazione tra istituzioni, famiglie e territorio.
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