Insicurezza alimentare in Africa
Paolo Gomarasca *
L’insicurezza alimentare in Africa non è solo mancanza di cibo: nasce dall’intreccio tra povertà, prezzi instabili, infrastrutture deboli, conflitti e shock climatici. In molti Paesi le famiglie trovano cibo ma non riescono a garantirsi quantità e qualità sufficienti con regolarità. Due sono le dimensioni del problema della fame: la forma cronica (ritardi della crescita, carenze di micronutrienti) e la forma acuta, che esplode nelle emergenze (perdita rapida di peso, malattie, più mortalità infantile). Fattori ricorrenti sono bassa produttività dei piccoli agricoltori, scarso accesso a credito e servizi, parassiti delle colture, siccità e alluvioni; in aree come Sahel, Corno d’Africa, Grandi Laghi o attorno al Lago Malawi gli shock si sommano e superano la capacità di risposta delle comunità.
Anche dinamiche globali aggravano il quadro: scambi commerciali sbilanciati, debito pubblico che riduce la spesa sociale, acquisizioni di terre (land grabbing) e uso insostenibile di suolo e acqua. Le disuguaglianze di genere sono decisive: le donne sono centrali nella produzione ma incontrano ostacoli nell’accesso a terra, credito, formazione e mercati. Qui il Magistero sociale della Chiesa offre una chiave di lettura e un criterio di azione. A partire dalla dignità della persona e dalla destinazione universale dei beni (da Rerum Novarum a Populorum Progressio), fino a Caritas in veritate, Laudato si’ e Fratelli tutti, la fame è letta come ingiustizia che ferisce il bene comune.
Solidarietà e sussidiarietà indicano il metodo: coinvolgere istituzioni, comunità e soggetti economici, responsabilizzando i livelli più vicini alle persone e coordinando quelli superiori quando necessario. L’“opzione preferenziale per i poveri” orienta priorità e risorse; l’ecologia integrale collega sicurezza alimentare, tutela degli ecosistemi e cura della casa comune; la fraternità sociale invita a ricucire legami, evitare scarti e conflitti e costruire cooperazione tra popoli. Da qui discendono piste concrete: rafforzare sistemi pubblici di nutrizione (mense scolastiche, salute materno‑infantile), garantire reti di protezione sociale, sostenere filiere locali e agroecologia, tutelare i diritti alla terra, trasparenza nelle catene del valore e criteri etici per finanza e investimenti.
* Docente di Etica della cura presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore
Il podcast è di Paolo Gomarasca, curatore della voce: “Insicurezza alimentare in Africa” del Dizionario di Dottrina sociale.
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