Dall'Italia alle Ande boliviane con i giovani migranti
Vincenzo Giardina - Città del Vaticano
Le medaglie al collo e i sorrisi. Timidi, sinceri, diversi: uno accanto all’altro in palestra, sul campo da gioco, mentre anche le parole sui muri scavalcano barriere. “Para el migrante la patria es la Tierra”, sta scritto su uno striscione, a sottolineare che la nostra patria è il mondo. La fotografia arriva da La Paz, la capitale della Bolivia. La palestra è parte delle strutture della Casa de acogida y centro de atención al migrante madre del refugio, gestita dalla Fundación Scalabrini e dai suoi missionari scalabriniani.
Un anno di profondi cambiamenti
Il 2025, in Bolivia, è stato un anno di cambiamento anche sul piano politico: un passaggio che ha fatto da sfondo ai tornei sportivi, all'umanità e alle fragilità che si incontrano su quel campo da gioco. Le elezioni di ottobre hanno segnato la fine di un lungo periodo di potere per il Movimiento al socialismo (Mas) e portato alla presidenza Rodrigo Paz Pereira, del Partito democratico cristiano. A confermare le tensioni e anche l'asprezza dello scontro è stato questo mese l’arresto dell’ex capo dello Stato Luis Arce, accusato di appropriazione indebita e irregolarità nell'impiego di fondi pubblici. Anche in questa fase difficile la Casa de acogida è rimasta un punto di riferimento.
Nella formazione una speranza di futuro
Nella palestra e negli altri spazi comuni si incrociano piccole storie di migranti, latino-americani, venezuelani o anche boliviani: come quelle di chi ha lasciato le zone rurali dell'altopiano andino per cercare opportunità nella capitale. La Fundación Scalabrini promuove momenti di incontro, festa e sport, per favorire l'inclusione. "Inoltre, sosteniamo i giovani migranti per dare continuità ai loro studi superiori, tecnici e universitari", ci spiega padre Martinus Porres, uno dei missionari: "Vogliamo contribuire ad ampliare le loro opportunità di inserimento professionale". Secondo lo scalabriniano, "il contesto nazionale di queste azioni di supporto è complesso, anzitutto per una crisi economica che provoca un aumento costante dei prezzi e una riduzione delle opportunità lavorative".
Vulnerabilità in aumento
La Fundación è supportata anche dall'Italia, grazie ai fondi dell'8xmille alla Chiesa cattolica e al lavoro dell'Agenzia scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo (Ascs), che è parte della federazione Focsiv. "Le iniziative", ci dice il direttore, Emanuele Selleri, "erano nate per i rifugiati, una parte dei quali provenienti dal Venezuela". Poi la platea delle persone raggiunte si è ampliata. "Sempre di più sono stati accolti migranti interni, originari delle aree rurali, colpiti da una crisi via via più grave, in particolare nelle zone andine". Selleri ricorda le file per la benzina, "anche otto o nove ore per fare il pieno", e l'aumento della violenza alla fine della presidenza di Evo Morales nel 2019. Nuove vulnerabilità sono emerse sempre in quel periodo, con un aumento degli arrivi dal Venezuela, un Paese attraversato da tensioni politiche e sociali. "Queste persone sono state ben accolte all'inizio, ma sono poi divenute spesso vittime di discriminazione e rifiuto", sottolinea Selleri. "E ciò nonostante la Bolivia è stata finora soprattutto una tappa di passaggio sulla via di Paesi con redditi più alti, come il Cile".
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui