Padre Adrien Candiard presenta in Italia "La grazia è un incontro"
Eugenio Murrali - Città del Vaticano
Padre Adrien Candiard ha occhi che sorridono, anche quando spiega argomenti difficili, con la sua capacità di renderli accessibili a tutti. In questi giorni è in Italia, atteso da moltissimi lettori e fedeli, interessati alle sue opere. In particolare, il frate dell'Institut dominicain d'études orientales è tornato a Roma per presentare il suo libro La grazia è un incontro. Se Dio ama gratis, perché i comandamenti? (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2024, 112 pp., 13 euro), accompagnato nel dialogo dal cardinale Baldassare Reina, vicario generale per la diocesi di Roma, con la moderazione di Silvia Guidi, giornalista dell'Osservatore Romano.
Riflettere sulla grazia per supportare i lontani
Il cardinale Reina ha subito messo a fuoco alcune suggestioni del libro e tra di esse "la necessità di riflettere sulla grazia mantenendo in controluce il tema delle opere". Il vicario ha accennato a come San Paolo ponga già il problema del ruolo delle opere e della grazia, in particolare nella lettera ai Romani e in quella ai Galati, dove l'apostolo delle genti affronta l'argomento della giustificazione, cioè del renderci giusti. Per il presule, il merito di padre Adrien è di aver ricollocato il tema della grazia nel suo alveo evangelico, quello proposto da Gesù nel Discorso della montagna (Mt, 5-7)."La prima riflessione che ha suscitato in me il libro - afferma - è stata proprio questa questa freschezza della grazia di Dio, intesa come amore dello stesso Padre che è in noi, che non si aspetta nulla da me, non mi regala questa grazia perché in cambio da me desidera qualcosa, ma lo fa perché mi ama. Tutto quello che viene dopo potrebbe costituire la continuazione di questa storia d'amore, nella misura in cui la mia libertà e la mia responsabilità si lasciano coinvolgere dalla grazia". Un'opera che, secondo il cardinale, può aiutare ad affrontare la materia della grazia nel tempo dell'indifferenza religiosa e supportare anche coloro che, pur essendo battezzati, si sono allontanati.
La difficoltà di lasciarsi amare
La giornalista Silvia Guidi ha messo in evidenza alcuni punti del libro: è un testo che nasce da dialoghi reali, che ci mette in guardia da coloro che offrono regole facili per affrontare la vita dimenticando Dio, dalla tentazione di mitigare la forza delle parole di Gesù, dall'illusione di negoziare con il male, è un'opera che rende visibile la nostra difficoltà a essere amati da Dio. "Questo libro è un invito a leggere la Bibbia", afferma padre Adrien, che vuole "dare il gusto dell'incontro che si può avere con Dio attraverso la sua parola", in questo caso soprattutto il Discorso della montagna. Tra i molti spunti offerti dalla giornalista, padre Adrien si è soffermato sull'accettazione dell'amore dell'altro: "Essere amati ci mette in crisi, ci mette a disagio, perché è un'esperienza di gratuità, quando parliamo di amore vero". Spesso non ci fidiamo, infatti, della gratuità, ma precisamente l'idea che tutto vada conquistato, acquistato può portare a orgoglio e disperazione: "Questo senso di prova, anche se nella storia della Chiesa lo abbiamo un po' usato, è la cosa meno cristiana che ci sia". E continua Candiard: "Mi colpisce sempre, leggendo il Vangelo, che Gesù non usa mai lo strumento del senso di colpa".
Gesù combatte il male per noi
Nel dialogo, padre Adrien ha affrontato anche la questione del male: "Il problema del male è che fa male, il problema del male è che ci distrugge sul serio. Questo è il problema di Dio con il nostro male". È per questo che Gesù lo prende sul serio: "Anche quando combatte il male Gesù lo fa per noi, mai contro di noi". Il Vangelo, ci spiega il frate, ci propone di "resistere assolutamente al male, con una misericordia infinita verso il peccatore".
Un viaggio in Terra Santa
Il domenicano racconta che questo libro è nato durante un pellegrinaggio in Terra Santa, qualche mese prima dei drammatici fatti del "sette ottobre". Padre Adrien era sul monte delle beatitudini, dove la tradizione dice che Gesù ha pronunciato il suo Discorso della montagna e aveva letto tutto il testo ai giovani che erano in viaggio con lui, per poi invitare a una mezz'ora di silenzio. Anche il suo libro, spiega, vuole lasciare quello spazio di silenzio, guidare fino a un incontro, per poi lasciare il posto alla parola divina.
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